Archivi autore: Damatrà

+ LEGGI + CRESCI 2° giornata regionale di formazione – 20 gennaio 2014

dalle 14.45 alle 18.30
Auditorium Palazzo della Regione
via Sabbadini n°31 Udine
Rivolta a bibliotecari, librai, docenti,
futuri docenti e lettori volontari

ore 14.45 / APERTURA LAVORI
Gianni Torrenti, Assessore alla cultura, sport e solidarietà /
Roberta Garlatti, CER dell’AIB sezione Friuli Venezia Giulia.

ore 15.00 / READING IS POWER. LEGGERE È POTERE
Lectio magistralis di Aidan Chambers.
Perché leggere ‘letteratura’? Che cos’è e perché è tanto importante la ‘letteratura’, e in cosa si differenzia dalle altre forme di scrittura e di lettura? Come aiutare i giovani a diventare lettori appassionati e consapevoli di letteratura, capaci di apprezzare ciò che leggono? Che cosa ci dicono i neuroscienziati sul processo della lettura? Che effetti stanno producendo i nuovi sviluppi digitali – ebooks, social media – sulla letteratura e sulla lettura? Che cosa ha imparato Aidan Chambers dalla sua personale storia di lettore, insegnante e autore di romanzi e racconti?
Introduce Gabriela Zucchini, Equilibri.

16.30 / RICREAZIONE
Per chi lo desidera visita al
Filobus n.75 trasformato in bookshop per l‘occasione (in collaborazione con Libreria La Pecora Nera e Libreria Kobo Shop di Udine).

ore 17.00 / RILEGGERE E RISCRIVERE I CLASSICI PER RAGAZZI
Dialogo tra Silvia Blezza Picherle e Ermanno Detti alla ricerca di relazioni possibili tra i classici della letteratura per ragazzi e i giovani lettori di oggi. Modera Anna Bonacina, bibliotecaria della Sezione ragazzi di Udine.

ore 18.30 / CONCLUSIONI E SALUTI

L’evento è ad ingresso gratuito, con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti. Per info e adesioni: Damatrà tel: 0432235757 / e-mail: info@damatra.com

Intervista a Carla Ida Salviati

CarlaIdaSalviati“Contrapposizione tra libro e tecnologie, falso problema”.

Carla Ida Salviati dirige “La Vita Scolastica”, “Sesamo didattica interculturale”, “Scuola dell’infanzia” e le collaterali riviste online per Giunti Scuola. Suoi settori di studio e di ricerca sono la letteratura giovanile e la storia dell’editoria, con particolare attenzione per quella educativa. Per Editrice Bibliografica ha pubblicato “La biblioteca spiegata agli insegnanti” in cui si propone di osservare la biblioteca dal punto di vista di chi opera con gli studenti affrontando con loro i delicati processi di alfabetizzazione, di familiarizzazione con la ricerca e di accesso alle varie forme del sapere.

Quali sono gli elementi chiave per promuovere un nuovo patto tra docenti e bibliotecari in vista della formazione di nuovi lettori?
“Condividere l’urgenza del problema. Saper leggere è, in assoluto, il nodo principale e preliminare per costruire una società’ consapevole e capace di pensiero autonomo. Sembra semplice condividere questo: la realtà’del nostro paese ci dice il contrario”.

Come conciliare l’esigenza di promozione della lettura del libro tradizionale con le nuove tecnologie sempre più in uso tra le giovani e giovanissime generazioni?
“Non mi appassiona affatto la contrapposizione tra libro e tecnologie. Mi sembra che il problema, così  come proposto dai media e da molta banalizzazione, sia un falso problema. Certi passi di Kant o di Leopardi saranno meno ostici solo perché su supporto digitale? Il nodo della questione, semmai, è la consuetudine dei ragazzi ad una scrittura – come quella degli sms – che usa codici specifici e che è sintatticamente semplificata: o almeno così appare a noi adulti. Suggerirei di riflettere su questo, di costruire un percorso di ricerca autentica, di non accontentarsi delle comode risposte prefabbricate. Comunque, chi sa leggere sa usare tutti i linguaggi. Il problema (ancora una volta!) è per chi NON sa leggere. Ed è di questi che dovremmo occuparci. Scuola (in primis) e biblioteca”

Quali sono gli errori più frequenti in cui incorrono gli educatori quando, benché guidati dalla buona intenzione di far leggere i ragazzi, ottengono invece l’effetto opposto di allontanarli?
“Gli educatori che hanno competenze vere sulla lettura non compiono mai errori. Li compiono gli educatori poco o male preparati: quelli che sulla lettura non hanno riflettuto o non sono stati formati o che sono erroneamente convinti che si impari a leggere nei primi anni della plenaria. Bisogna ripensare e rilanciare la formazione dei docenti. L’ho appena scritto su ‘Vita Scolastica’ e su ‘Scuola dell’infanzia’: è il passo più importante, su tutto il sistema. E sulla lettura, in particolare. Ci sono carenze, anche solo informative, molto grandi tra gli insegnanti, che devono essere colmate se si vuole seriamente affrontare il problema”.

La scuola non può abdicare alla sua funzione di formare nei giovani l’intelligenza critica, anche attraverso una corretta educazione alla lettura. Ma oggi a che punto siamo secondo lei da questo punto di vista?
“Siamo davvero molto mal messi. Bisognerebbe che ogni anno il Miur promuovesse un piano sulla lettura. Su questo troverebbe molti alleati, dal pubblico, come le biblioteche, al privato, come le librerie, gli editori….E, guardi, non sarebbe neanche una questione di fondi”.

Come valuta l’iniziativa del festival di letteratura bambina promosso nell’ambito del progetto “Crescere Leggendo” in Friuli Venezia Giulia?
“Tutte le iniziative che mettono insieme, attorno a un tavolo reale o simbolico, il mondo della scuola e quello delle biblioteche sono, anche solo per questo, meritorie. Ho insistito molto su questo nel mio libretto ‘La biblioteca spiegata agli insegnanti’ edito dalla Bibliografica. Il guaio originario sta proprio nella mancanza di conoscenza reciproca: e quindi di rispetto. Tutti e due i mondi hanno problemi grandi, ma anche potenzialità enormi”.

Una domanda che rivolgiamo a tutti i relatori: che ricordo ha delle sue letture d’infanzia?
“Di momenti straordinari: le letture mi hanno aiutata a vivere e, certamente, a crescere. Ho letto almeno cinquanta volte “Piccole donne”: e forse lei neppure ci crede… Poi ho trovato ‘Madame Bovary’ nella biblioteca di mio padre. Ma dopo una settimana non l’ho trovato più. Ecco perché i libri mi hanno aiutata a crescere, perché’ ho capito che dentro c’erano i destini umani. Anche quelli meno apprezzati dagli adulti o considerati ‘pericolosi’”.

Tomâs Sione – Damatrà onlus

image003_1

 

Sono cresciuto leggendo, da piccolo i libri li divoravo. “E metti via quel libro e vai fuori a giocare!” diceva sempre la mia mamma. Allora io uscivo, con il libro nascosto sotto la maglietta, mi arrampicavo sulla collina di fronte a casa e arrivato sotto il vecchio castagno mi rituffavo nella lettura. Anche uno dei ricordi più vivi della mia infanzia è legato a un libro, o meglio al primo libro. Erano le vacanze di pasqua della seconda elementare ed eravamo in campeggio in Valle d’Aosta. I miei erano andati a fare una camminata sul Gran Paradiso e io, con la scusa che ero stanco e avevo un po’ di mal di pancia, ero restato in camper. DOVEVO FINIRLO era questo il vero motivo, mancavano 4 capitoli e avrei finito il mio primo libro. Del momento in cui lessi l’ultima parola e chiusi il libro ricordo tutto, il colore del cielo in quel momento, l’odore che sentivo, i vestiti che avevo addosso e soprattutto le lacrime… tante a non finire… in quel preciso istante avevo perso degli amici, non avrei più corso per le strade di Budapest con loro.
Leggo oggi per ritrovare quel momento. Leggo oggi ad alta voce a tanti bambini per donargli quella magia. Ma la cosa che mi piace di più anche oggi che son grande e ho la barba e accoccolarmi nel letto e farmi leggere un bel libro.